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Lockdown e ambiente: cos'è cambiato?

Sappiamo fin troppo bene come questa pandemia abbia avuto effetti incalcolabili sulle persone, sul loro benessere psicofisico, sociale ed economico. Ma avete mai pensato all'impatto ambientale che il lockdown ha avuto in Italia e nel mondo?

Ecco una serie di dati e considerazioni dell'effetto del COVID-19 sull'aria, l'acqua e la terra.


ARIA


EFFETTI POSITIVI:

Le ricerche a proposito delle conseguenze sull'aria del lockdown sono state condotte dagli scienziati dell'American Geophysical Union e pubblicate sulla rivista Geophysical Research Letters. Il primo lavoro ha sfruttato rilevazioni satellitari per stimare le variazioni di diossido di azoto (NO2, un gas altamente reattivo e irritante per i polmoni) in alcune delle aree più colpite dalla COVID-19: Cina, Corea del Sud, Italia, Spagna, Germania, Iran e Stati Uniti. Nei mesi del lockdown, i livelli di NO2 sono calati in media del 40% sulle città cinesi e dal 20 al 38% in Europa Occidentale e USA, rispetto allo stesso periodo nel 2019. La diminuzione è stata confermata anche dal secondo studio, la cui analisi ha anche trovato che nell'aria, l'inquinamento da particolato atmosferico 2.5 (PM2.5) era sceso del 35%.

Simili riduzioni non si vedevano dall'inizio delle rilevazioni satellitari dei gas inquinanti, nei primi anni '90!

EFFETTI NEGATIVI:

Come si temeva però, i benefici dovuti al lockdown sono durati poco. Quando le attività produttive sono ripartite, le persone hanno ricominciato a spostarsi in città, spesso scegliendo l'automobile al posto dei mezzi pubblici. Con la conseguenza che, secondo quanto riportano i dati di una società che si occupa di tecnologia per le geolocalizzazioni, il traffico è tornato più o meno com'era prima della quarantena e di conseguenza anche le concentrazioni dei principali inquinanti dell’aria.

  • E la CO2?

La seconda nota stonata arriva dagli ultimi dati dell'Osservatorio di Mauna Loa (Hawaii) e riguarda le concentrazioni globali di CO2: nel mese di aprile 2020 sono state di 416,21 parti per milione (ppm), il valore più alto dall'inizio delle misurazioni nel 1958. Nel 2019 erano 415,26 ppm: nonostante i lockdown, abbiamo incamerato un nuovo record negativo, con quantità globali di anidride carbonica mai registrate negli ultimi 800.000 anni, come confermano i livelli di CO2 nelle carote di ghiaccio.

Anche le polveri sottili hanno presentato un calo decisamente meno rilevante (pari o inferiore al 10%) mentre per l’ozono – inquinante fortemente legato alla radiazione solare e dunque molto variabile tra un anno e l’altro – non sono state rilevate variazioni evidenti rispetto agli anni precedenti.

Per invertire la rotta occorrerà ripensare il modo in cui produciamo energia: secondo l'UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) i due terzi di quella globale provengono ancora da combustibili fossili. Una riduzione efficace può avvenire solamente agendo in maniera coordinata su tutte le tipologie di sorgenti di inquinanti.


ACQUA

EFFETTI POSITIVI:

Un articolo molto interessante della Stampa, ha pubblicato un'interessante ricerca a proposito della situazione del mare durante questo delicato periodo.

Nello specifico, una squadra di specialisti formata dai nuclei subacquei dei carabinieri, della guardia costiera, della polizia e dalla divisione sub di Mareviv, hanno scandagliato i mari della nostra Penisola per osservare, documentare, filmare cosa stava succedendo nei fondali marini durante il periodo in cui le attività dell’uomo erano ridotte e quasi nulle. In tutto, 100 ore di immersione in 30 siti scandagliati con l’impiego di 60 sub e di 15 ore di girato per documentare l’operazione e oltre 300 ore di registrazioni con gli idrofoni per ascoltare il mare.

Un primo effetto positivo riscontrato è stato un aumento del numero dei pesci e di altre specie marine che stavano andando esaurendosi. Il progetto ci ha consentito di valutare con precisione gli effetti che il blocco imposto alle attività umane dal Covid nel periodo del lockdown ha avuto sull’ecosistema marino – dice il Ministro - Un ambiente che, come era prevedibile, privato dell’influenza delle attività umane si è mostrato visibilmente migliorato

Tuttavia, sempre i coordinatori scientifici «Tre mesi non sono bastati al mare per poter far notare dei cambiamenti visibili – spiegano – Per capirci, nelle Aree Marine Protette, ci sono voluti tempi più lunghi. Purtroppo nelle immagini che ci sono state sottoposte abbiamo registrato l’impatto delle attività umane come rifiuti di ogni genere: reti abbandonate, resti di plastica, batterie, pneumatici e per ultimi anche mascherine e guanti conseguenze del Covid 19.»

EFFETTI NEGATIVI

A proposito di "rifiuti di ogni genere" come menzionato dai coordinatori scientifici, già dalla fine di maggio in Francia e altri paesi hanno iniziato a segnalare il ritrovamento di rifiuti di materiale sanitario. "Rifiuti Covid", li hanno definiti: decine di guanti, mascherine e bottiglie di disinfettante, assieme alla consueta spazzatura di bicchieri usa e getta, bottiglie di plastica, mozziconi e lattine di alluminio. Le quantità recuperate sono sempre più allarmanti e fanno temere che anche questo tipo di rifiuti possa diventare una presenza constante nei nostri mari. Preoccupazione, oramai, non troppo distante dalla realtà.


TERRA


ASPETTO POSITIVO:

Con più persone a casa e meno spostamento, c’è stata una riduzione dell' inquinamento acustico nel mondo. Se ascoltate attentamente, infatti, ora potete sentire il cinguettio degli uccelli invece del suono di treni, autobus e automobili. Con meno veicoli sulle strade e meno produzione industriale, la terra sembra molta più calma del solito.

Questo effetto del Coronavirus sull’ambiente è benefico per l'uomo e non solo.

Il secondo punto per l'ambiente, infatti, è stato una diretta conseguenza nella diminuione dell' inquinamento acustico e delle poca presenza di esseri umano. E' stato riscontrato un significativo ripopolamento della fauna non solo in campagne e foreste, ma anche in veri e propri centri abitati! Molte sono state le immagini che hanno strappato un sorriso durante i primi mesi di lockdown; papere che gironzolano per le vie milanesi, delfini nei canali di Venezia, conigli nei parchi giochi e molte altre scene toccanti.

ASPETTO NEGATIVO:

Dal momento che moltissime attività, specie lavorative, si sono "spostate" in casa, il numero di rifiuti è aumentato notevolmente, aumentando anche la domanda di piatti e bicchieri usa e getta. Questa soluzione potrebbe sembrare più comoda, ma rappresenta un grave rischio per l’ambiente, oltre a seri problemi per lo smaltimento.

Inoltre, un forte impatto sull’ambiente lo sta avendo l’ingente consumo, come detto, di mascherine, guanti, camici chirurgici e altre attrezzature mediche usate per combattere e prevenire il coronavirus.

Per citare un esempio, secondo quanto riportato da alcuni studi, i rifiuti nella città di Wuhan sono aumentati arrivando a circa 200 tonnellate al giorno nel periodo di lockdown. Inoltre, la frequenza di pulizia è aumentata, il che aumenta anche gli sprechi. Carpet Cleaning Bromley, un servizio di pulizia professionale, segnala un aumento del 25% nei loro articoli monouso perché dopo aver utilizzato una volta i prodotti devono gettarli per evitare la diffusione del virus.

CONCLUSIONI


Le sofferenze e i disagi causate da questa pandemia sono numerose. Proprio per questo motivo è di fondamentale importanza concentrarsi sugli aspetti positivi che il pianeta ha riscontrato in questo periodo storico. Tra questi, l' importanza dei cambiamenti che abbiamo visto e stiamo in parte vedendo sull’ambiente e cercare di renderli permanenti e non temporanei è di fondamentale importanza per rendere il mondo un posto migliore in cui abitare.

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